Resoconto del Seminario “Educare alla cittadinanza Interculturale”

L’Aula Volpi dell’Università di Roma Tre con i partecipanti al Seminario



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Il Seminario Educare alla cittadinanza interculturale, svoltosi presso il Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università di Roma Tre, ha visto la partecipazione di un numeroso e variegato pubblico: docenti e dirigenti di scuole di ogni ordine e grado, studenti e ricercatori universitari, operatori di associazioni interculturali.

La presentazione del volume Cittadinanza Globale e Sviluppo Sostenibile – 60 lezioni per un curricolo verticale, curato da F.Reimers (Harvard University)  e da Rete Dialogues per le edizioni Pearson, ha suscitato in particolare un grande interesse: una copia del libro è stata distribuita gratuitamente a tutti i partecipanti.

Massimiliano Fiorucci (Direttore del Dipartimento di Scienze della Formazione) ha aperto il convegno, salutando i presenti e introducendo i partecipanti collegati in videoconferenza: Lorenzo Raffio del progetto Generation Global (da Londra) che ha contestualizzato la pubblicazione del libro nelle attività didattiche di Cittadinanza Globale svolte in collaborazione con Rete Dialogues, e le scuole IC Casteller di Paese (Treviso) e IC Città Castiglion Fiorentino (Arezzo).
Emilio Zanette, (edizioni Pearson) ha raccontato come ha accolto con entusiasmo la proposta di Giovanna Barzanò, dirigente tecnico MIUR e mentore di Rete Dialogues, di pubblicare il libro, il primo in Italia che offra un curricolo verticale sulle competenze trasversali necessarie ai giovani per affrontare un mondo globalizzato; l’ idea di sostenibilità come superamento delle disuguaglianze, come vera equità non può che vedere la scuola come protagonista, con un ruolo incisivo che la casa editrice Pearson, da sempre attenta a una formazione di qualità, appoggia con convinzione. Andreina Le Foche (dirigente IC Settembrini, Roma – scuola capofila di Rete Dialogues) ha focalizzato l’attenzione sui rapidi cambiamenti in atto nel mondo e di come la scuola debba andare loro incontr.

Elena Zacchilli (dirigente Liceo Machiavelli, Roma) ha riportato dell’entusiasmo col quale ha seguito la genesi di questa opera interculturale, intergenerazionale, di formazione e ricerca-azione, augurandosi che molte scuole sperimentino i materiali didattici in esso presentati.
A questi interventi è seguita la Lectio Magistralis sull’Educaizone alla Cittadinanza Interculturale di Massimiliano Fiorucci, che ha dedicato al libro una pregiata prefazione: “ognuno è responsabile della costruzione di una cultura della convivenza. Nell’era in cui si vivono le migrazioni senza un progetto comune e ci si fanno false rappresentazioni di esse, val la pena pensare ad una terza via italiana che non ripeta gli errori dell’assimilazionismo francese e del multiculturalismo anglosassone. Val la pena seguire la via che conosce e apprezza le differenze, ricerca la coesione sociale, mira ad una cittadinanza pluralista attenta a costruire una convergenza verso valori comuni”. Presentando i dati sugli esiti e la dispersione scolastica Fiorucci fa presente il rischio di esclusione dei ragazzi di origine straniera nella scuola e nella società: “tra i principali campi di intervento per rendere effettiva la cittadinanza sottolinea come sia importante la formazione interculturale degli insegnanti; il che non vuol dire aggiungere contenuti all’insegnamento, ma rileggere in chiave interculturale i saperi, accompagnare gli studenti a traghettare da un etnocentrismo critico ad un’identità non statica”.

Giovanna Barzanò (dirigente tecnico MIUR ) introduce la proiezione di un breve video in cui Fernando Reimers (Harvard graduate School of Education) si rivolge alla platea romana: il professore americano di origine venezuelana presenta il progetto del libro “Cittadinanza globale e sviluppo sostenibile …” nelle sue finalità di contrasto “alla nuova forma di populismo nazionale che svalorizza l’idea cosmopolita per la quale l’umanità è in grado di collaborare collaborare, attraverso tutte le diversità, sulla strada verso il progresso umano e la sostenibilità”) e nella sua modalità di realizzazione, che evidenzia “l’importanza di una rete di docenti  nello sviluppo di risorse di alta qualità e nel supporto delle trasformazioni necessarie all’istruzione,  affinché gli studenti sviluppino le competenze necessarie per ideare il futuro”. L’opera è attualmente disponibile in inglese, spagnolo, portoghese e ora anche in italiano.

Loredana Fisichella (Liceo Galilei – Catania) entra nel dettaglio della pubblicazione: un’agile proposta in termini di tempistica e modalità, rivolta a tutta la comunità scolastica e non solo al singolo docente, dove gli studenti hanno un ruolo sicuramente attivo. Vengono presentate due “lezioni tipo” di scuola primaria e secondaria.
Segue il collegamento in diretta con Harvard, un question time con Fernando Reimers: per il professore americano viviamo in un tempo in cui si confonde patriottismo con nazionalismo, dove è diventato urgente ridefinire cos’è il globale. Egli rivolge quindi un accorato appello ai docenti, affinchè si dedichino con urgenza a sensibilizzare i giovani verso le emergenze globali, partendo dalla cura del contesto in cui vivono, invitandoli a costruire prodotti “concreti”, a cimentarsi nella pratica sul campo della cittadinanza attiva: ribadisce inoltre l’importanza di far dialogare docenti ed educatori in contesti culturali differenti sulle stesse tematiche globali.
Giovanna Barzanò, interagendo con Reimers nell’intervista, individua nell’intervento di quest’ultimo la stessa urgenza di ridefinizione dei concetti di ‘interculturalità’  e ‘globalità’ messa in evidenza dal prof. M. Fiorucci. La ridefinizione di concetti, di lavoro, di self assessment non può che avvenire in una rete di lavoro, in una “intelligenza collettiva”, in una dialettica che celebra la differenza”

Maria Lissoni (SS1G Bobbio – Torino) riallacciandosi al discorso di Fernando Reimers sulle reti di docenti, presenta Rete Dialogues nel suo percorso di ricerca-azione e formazione, che l’ha portata ad diventare una vera e propria Comunità di apprendimento professionale (PLC – Professional Learning Community) in cui è stato possibile sviluppare un progetto complesso e articolato come il libro; questo’opera vuole però essere solo il punto di partenza di un viaggio, che deve proseguire con la sperimentazione, con corsi di formazione e ricerca azione, sempre nell’ottica della modalità PLC.L’intervento conclusivo è di Gisella Langè che inquadra il libro all’interno del sistema di valutazione internazionale: “Secondo le nuove indicazioni PISA, per Competenza Globale si intende la capacità di esaminare questioni locali, globali e interculturali, di impegnarsi in interazioni efficaci con persone di culture diverse e di agire per il benessere collettivo e lo sviluppo sostenibile”. Langè ribadisce la centralità del ruolo del docente perché “Per lavorare allo sviluppo di competenze globali, occorre essere insegnanti globali, persone capaci di sviluppare la dimensione internazionale, di condividere un quadro comune di valori che trascendono le singole nazioni e culture”; conclude il suo intervento e il seminario con un’importante considerazione: “Allineato con le nuove competenze globali di PISA 2018, il volume Cittadinanza Globale e Sviluppo Sostenibile aspira ad essere una proposta di curriculo globale, se non un ‘actual global curriculum’, un ‘de facto global curriculum”