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DIAMO VOCE ALLA PACE! 4 scuole di Rete Dialogues alla Marcia Perugia Assisi 2018

 

La bandiera della Pace

L’edizione 2018 della Marcia della Pace Perugia-Assisi ha visto la partecipazione di 4 scuole di Rete Dialogues: l’IC E.Mattei di Meolo (VE), l’IC Casale sul Sile (TV), l’IC Silea (TV) e l’IC Casteller di Paese (TV).


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Il percorso di preparazione a #PerugiaAssisi2018 dell’IC Mattei di Meolo

La marcia #PerugiaAssisi2018


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Le  riflessioni degli allievi dell’IC Casteller


Raccontare la Marcia della Pace … si rischia di cadere nell’enfasi tanta è la potenza delle emozioni che ti avvolgono. Non so nemmeno da dove iniziare ma un vero inizio c’è proprio stato: Padova, 4 e 5 dicembre 2017, le date di un convegno memorabile al quale ho partecipato solo perché mi aveva colpito il titolo: “Diritti e Responsabilità”. Come docente di una scuola Rete Dialogues  era un’occasione da non perdere: la fase di avvio verso #PerugiAssisi 2018, e il meeting per le scuole prima della Marcia della Pace.
Torno euforica dal convegno con la proposta ai miei colleghi e scatta una adesione incondizionata, speciale: ci sta proprio! Certo che ci sta … tutto rientra nei nostri percorsi del progetto Generation Global, dentro le proposte di Rete Dialogues, dentro alla nostra fiducia nell’educazione al dialogo, dentro alla nostra passione, dentro agli occhi dei nostri ragazzi … e qui devo stare attenta a non cadere nelle frasi fatte e nei luoghi comuni, quindi riprendo il racconto.
Delibera del Collegio dei Docenti e del Consiglio d’Istituto… immediatamente e via libera al nostro percorso che è iniziato proprio dalle attività del modulo Generation Global “Essentials of dialogue”; il resto del percorso lo abbiamo presentato sabato 6 ottobre 2018, al meeting della #PerugiAssisi, nella sala dei Notari del Palazzo dei Priori a Perugia.

E’ qui che l’esperienza è diventata davvero magica perché prima di noi, davanti a centinaia di studenti delle scuole secondarie di I grado, hanno “dato voce alla pace” i ragazzi degli Istituti Comprensivi di Casale sul Sile e di Silea, i nostri vicini di casa; così le acque del Sile si sono aggiunte alle acque del Piave e insieme alla pioggia, che fuori bagnava Perugia, abbiamo ben contribuito alla diffusione di una cultura di rispetto e di accoglienza.

Figuratevi la sorpresa e il piacere nello scoprire poi che insieme a noi, hanno marciato anche i ragazzi dell’Istituto Comprensivo  “Casteller” di Paese. Una bella e forte presenza della voce di Rete Dialogues ad Assisi.

Ad Assisi abbiamo portato le acque del Piave, belle, limpide, pulite… lavate ora dal sangue dei diciottenni che nel 1918 aveva davvero tinto il grande fiume. Mattia ed Enrico hanno bagnato con questa acqua le radici di un ulivo ad Assisi; è bello pensare all’unione del nostro fiume con la città della Pace.

E siccome la Marcia della Pace si è arricchita di incontri speciali, chiudo con le parole che Isabelle (prezioso speciale incontro a S. Maria degli Angeli) ha usato per chiudere la nostra storia, nel momento in cui l’acqua del Piave innaffiava (sotto la pioggia) un ulivo di Assisi: “La natura si è commossa piangendo … pensando all’acqua arrossata del Piave. Non c’è futuro senza memoria

commento di Lorenza Marson, docente IC Meolo


Per l’IC “E.Mattei” di Meolo hanno partecipato le classi II A  e II B  della SS1G  “S.D.Savio” di Fossalta di Piave, con le docenti Loredana Fregonese, Chiara Rottin, Alessandra Tonetto e Lorenza Marson

Per l’IC “Casteller” di Paese hanno partecipato le classi II C  e II G,  con i docenti Paola Colla, Stefania Ghiotto ed Elena Pettenò

Per l’IC Silea, ha parteicpato la Secondaria di primo grado “Marco Polo” con i docenti Marta Cardin, Vicente Girandola, Mara Maccatrozzo, Tullia Perman, Enza Pizzardi, Marina Sgobbi

Video messaggio di Fernando Reimers per la presentazione di “Cittadinanza Globale e Sviluppo Sostenibile”

In occasione della presentazione del libro “CIttadinanza globale e sviluppo sostenibile”, Fernando Reimers (professore ad Harvard e autore del libro originale on lingua inglese) ha inviato un video messaggio al pubblico del seminario “Educare alla cittadinanza interculturale”, all’interno del quale si svolgeva l’evento.

Il discorso è stato tradotto da Giulia Colantuono, il video sottotitolato da Luca Fatticcioni.

Enjoy it!

Guarda il video messaggio di Fernando Reimers 
ricordati di attivare i sottotitoli in italiano!

Riportiamo qui sotto la traduzione del discorso

Mi chiamo Fernando Reimers,  sono docente della cattedra Ford Foundation  per l’educazione internazionale  alla Harvard Graduate School of Education.  È davvero un piacere essere qui con voi, per la presentazione del libro “Cittadinanza globale e sviluppo sostenibile.  60 lezioni per un curriculum verticale”. Voglio ringraziare Giovanna Barzanò, Loredana Fisichella e Maria Lissoni per la conduzione di questo processo collaborativo in cui hanno preso parte moltissimi docenti straordinari d’Italia,  che hanno tradotto e adattato in italiano il libro Empowering students to improve the world in sixty lessons, allineando tutti i contenuti al curriculum nazionale italiano.

Due sono i motivi per cui questa collaborazione è importante.  Il primo è che, al giorno d’oggi, ci troviamo di fronte alla crescita di una nuova forma di populismo nazionale che svalorizza l’idea cosmopolita per la quale l’umanità possa collaborare, attraverso tutte le diversità, nella strada verso il progresso umano e la sostenibilità. La Dichiarazione universale dei diritti umani e gli Obiettivi di sviluppo del millennio delle Nazioni Unite, sono esempi di accordi globali, che esprimono la speranza che le persone possano migliorare il mondo lavorando insieme, attraverso tutte le diversità.  Ed è questa speranza che viene messa alla prova da queste nuove forme di populismo internazionale. Le scuole hanno una grande responsabilità nel fornire agli studenti le capacità e le abitudini mentali necessarie affinché queste speranze cosmopolite si avverino. E tutto ciò è essenziale per realizzare un curriculum di alta qualità.   Il curriculum che presentiamo oggi è un esempio di come possiamo passare da obiettivi di ampia portata – come gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite – a programmi di lezioni concrete, coerentemente allineate all’interno dello stesso livello scolastico e tra livelli diversi.   Questo curriculum è un esempio del tipo di innovazione necessaria per far sì che l’istruzione abbia maggiore rilievo nell’affrontare le necessità dei nostri tempi. Come rendere il lavoro che gli studenti fanno a scuola capace di affrontare sfide reali e ambiziose, come coinvolgere la loro immaginazione, creatività, e il significato dell’operare di studenti e insegnanti? 

Il secondo motivo per cui questa collaborazione è importante,  è perché illustra l’importanza che può avere una rete di docenti  nello sviluppo di risorse di alta qualità e nel supporto delle trasformazioni necessarie all’istruzione,  affinché gli studenti sviluppino le competenze necessarie per ideare il futuro.   Questo curriculum che voi avete sviluppato, è un esempio del potere che può avere la collaborazione fra docenti sia all’interno di ogni nazione che attraverso le nazioni.  Incarna il potere dell’intelligenza condivisa fra i docenti, per la progettazione e sperimentazione di risorse didattiche ambiziose.  Le origini di questo lavoro sono nel curriculum Empowering Global Citizens che ho sviluppato con un gruppo di studenti laureati e che è disponibile in inglese, spagnolo e portoghese. Questo libro è stato utilizzato da migliaia di docenti in tutto il mondo, e il loro feedback mi ha fatto capire quanto grande sia il bisogno di accrescere le risorse didattiche accessibili, e di favorire processi che aiutino a creare e sostenere comunità che pratichino educazione globale all’interno delle scuole.   Questo era l’obiettivo del libro,  Empowering students to improve the world in sixty lessons. Questo libro è stato tradotto e pubblicato in cinese, spagnolo, portoghese.  E ora, grazie a voi, in italiano.   Queste pubblicazioni sono infatti una costruzione condivisa, poiché ad ognuna di loro hanno partecipato gruppi di docenti di varie nazioni, che hanno effettuato i cambiamenti necessari per perfezionare l’adattamento di ogni curriculum al proprio contesto.   Ho fatto un altro adattamento di questo tipo con 50 docenti di un Master negli Stati Uniti,  e insieme abbiamo sviluppato un semplice curriculum di 12 lezioni, che segue esattamente gli stessi principi.  

 In questo tipo di collaborazione, dove i docenti costruiscono partendo dal lavoro di altri docenti, e dove questo è fatto da molti team in tutto il mondo,  stiamo provando la forma di collaborazione necessaria per trovare soluzioni atte a raggiungere  gli Obiettivi di sviluppo del millennio delle Nazioni Unite.   Un’esperienza come questa ci aiuta a capire meglio le capacità che dobbiamo coltivare nei nostri studenti, affinché anche loro possano trovare soluzioni  per un mondo migliore.   Spero che questo lavoro fatto insieme, possa portare alla creazione di molte comunità per l’esercizio di cittadinanza e educazione globale nelle scuole italiane, in modo che gli insegnanti abbiano le risorse per aiutare gli studenti  nell’inizio della loro pratica di educazione globale e nell’istruzione e lo sviluppo di risorse per la creazione del curriculum.   Spero che queste comunità createsi nelle scuole trovino dei modi per rimanere in contatto fra di loro, instaurando una rete per un miglioramento concreto, che continui a sostenere l’intelligenza condivisa  per un miglioramento costante dell’istruzione così che nelle nostre scuole gli studenti imparino come diventare architetti di un mondo migliore.  

 

Un anno di magie all’IC Mattei di Meolo (VE)

Il gabbiano di Marianna e …

A cura di Lorenza Marson
docente di Educazione Musicale

Ed eccoci al resoconto di un altro intenso anno di magie … le chiamo magie certo perché le opportunità che le nostre scuole  possono  cogliere da quanto ci offrono Rete Dialogues e Generation Global ci consentono di scalare vette elevate, pionieri di un modo di  far scuola che non è certamente una novità ma  ci ha consentito di aprire nuovi varchi, di anticipare di anni  il concetto di “educazione alla cittadinanza globale”. Non siamo  sicuramente ancora del tutto preparati ma ne abbiamo fatta di strada,  dapprima con i moduli di “Face to Faith” per poi arrivare alla ricchezza e vastità di “Specchi di dialogo” per non parlare dei percorsi di ricerca-azione che si sono diramati nelle direzioni più disparate: dalla scrittura alla documentazione, al dialogo globale.

In tutta questa ricchezza credo ci sia un elemento che può essere considerato sia un limite che una grande risorsa : la passione!  Perché se si vuole  raggiungere la vetta della montagna (lo so, qui traspare un’altra passione) o  una meta che Rete Dialogues ti indica, devi crederci fermamente, devi esserne convinto. Ed ecco il limite: fai fatica a trovare chi possa condividere la  tua passione   … può sembrare brutto detto così ( le ho pensate bene queste parole prima di scrivere) , ma la passione la devi sentire dentro di te prima di trasmetterla ad altri.

…. e le farfalle che si sono appoggiate su di lui

Ma niente paura: posta elettronica, messaggi Whatsapp … qualche colpo di telefono e i colleghi della Rete ( i pazzi da legare che lavorano ” nelle notti di mezza estate” …. pensando a  W. Shakespeare “) e,  qualcuno di loro, per fortuna lo hai al tuo fianco,  sono sempre pronti ad ascoltarti.

E, dopo questa premessa,  non sono ancora entrata nel merito di quanto abbiamo fatto nella mia scuola; Rete Dialogues ci conosce per I.C. Mattei di Meolo, ma in realtà il progetto si sviluppa solo nella mia piccola scuola media “S.D.Savio” di Fossalta di Piave: un pugno di ragazzi che vivono in una sorta di famiglia allargata.

Come tutte le scuole della Rete ci siamo inoltrati in percorsi che hanno portato a interessanti e indimenticabili videoconferenze sia in inglese sia in italiano (Empatia e Storytelling- Diritti Umani – L’ospitalità nelle religioni) e poi il viaggio con il corso di Reggio Children sulla documentazione, alla scoperta degli sguardi dei nostri ragazzi.

Cosa resta a loro di questa incredibile e magica avventura?

Certo noi insegnanti abbiamo le nostre valutazioni con tanto di indicatori, di rubriche; molto è emerso anche dai contenuti degli scritti dei ragazzi…  mi viene in mente un paragone strano: la scuola come una malga (mi sembrava poco poetico  parlare di  “caseificio” e ammetto che anche qui pecco di protagonismo con la mia mania della montagna).  In una malga si fa il formaggio … ci sono formaggi freschi che sono subito pronti,  dal sapore  delicato. Poi ci sono i formaggi stagionati, vanno tenuti in ambiente adatto per più tempo e alla fine  hanno un gusto più forte, più deciso e profumato. Mi viene da pensare che forse il paragone è  azzeccato … quest’ultima frase l’ha aggiunta Giulia Albanese, collega di lettere che insieme a tutto il gruppo dei docenti del plesso, unitamente agli educatori del Progetto Minori, hanno creato una squadra unica, imbattibile che anche quest’anno si è arricchita di preziose collaborazioni e speciali intese.

E qui mi fermo, lascio che a parlare siano le immagini delle piccole perle che come comunità di scuola, ragazzi e adulti, abbiamo realizzato.

Dove nasce l’arcolbaleno

Il volo dell’aquilone

Un puzzle speciale

Giornata della memoria – di Alessia e Chiara

Riascoltare i Seminari Specchi di Dialogo 2

Sul canale Youtube di Rete Dialogues potete ora trovare le registrazioni video della seconda edizione dei seminari Specchi di Dialogo, organizzati nell’a.s. 2016-2017 da Rete Dialogues.

SPECCHI DI DIALOGO è un percorso di formazione attuato tramite seminari pomeridiani tenuti da relatori qualificati in vari settori culturali: i docenti delle scuole della Rete, ma anche i docenti interessati di altre scuole, incontrano esperti di tematiche scelte per evidenziare ed approfondire diverse peculiarità del dialogo.

Per accedere alle registrazioni seguite questo link.

“Il dialogo come esperienza di reciprocità” – Pubblicato il video di Carlotta Vigliani

E’ finalmente disponibile sul canale youtube di ReteDialogues il video girato dalla fotografa milanese Carlotta VIgliani in occasione del seminario nazionale della Rete, svoltosi a MOntegrotto (PD)  tra il 18 e il 20 luglio scorsi.

 

Il dialogo come esperienza di reciprocità. Seminario di formazione per docenti non è impostato come un tradizionale documentario: è un’opera breve (dura poco più di 5 minuti) che attraverso musica, immagini e parole  vuole suscitare emozioni  più che spiegare e rappresentare; tramite le espressioni dei volti, i dettagli dei corpi e dei gesti,  il fervore dei discorsi il video suggerisce l’intensità della partecipazione di docenti ed esperti, la voglia di comunicare e confrontarsi  al termine di un anno scolastico  ricco di iniziative di formazione per gli insegnanti e attività per i ragazzi.